Sono circa tre milioni, in Italia, i giocatori di poker online, dato probabilmente sottostimato in quanto non tiene conto del debutto, dallo scorso 18 luglio, di quello in modalità CASH GAME che si è aggiunto al “vecchio” torneo e che certamente avrà attratto nuove fasce di estimatori e appassionati.
L’identikit è fornito da un dossier della Commissione parlamentare antimafia, che ha recentemente approvato la relazione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito elaborata dal sesto Comitato antiriciclaggio, e dipinge il giocatore tipico come dai 20 ai 40 anni.
Nota d’allarme è quella sul rischio dipendenza, che interessa circa 120mila giocatori.
La relazione, peraltro, dedica numerosi passaggi al gioco online, dando risonanza alle preoccupazioni espresse nel corso del tempo dalle associazioni antiusura. Su tutte, quelle espresse da monsignor Alberto D’Urso, segretario nazionale della Consulta nazionale antiusura, e che sottolinea come “Il gioco d’azzardo legale (superenalotto, lotterie varie, win for life, poker online e così via) è ormai un industria, che macina miliardi di euro e si può affermare con certezza che la sua diffusione di massa è tra le prime cause dell’indebitamento e l’anticamera del ricorso al prestito usurario”.
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