Passa il tempo ma la Guardia di Finanza non sembra abbia le orecchie per sentire e gli occhi per guardare. Il messaggio è chiaro: tutte le vincite ottenute col poker live saranno tassate e non verrà tenuto conto delle spese che sostengono i giocatori come spese di viaggio e alloggio e neanche le spese sostenute per i tornei stessi, quindi per i buy-in.
Anche le vincite all’estero e degli anni precedenti verranno tassate e, pensate, la Guardia di Finanza andrà a curiosare su Hendon Mob dove vengono riportate le vincite di tutti i giocatori del pianeta ma non vengono riportati tutti i buy-in spesi dagli stessi.
Morale della favola: la tassazione, se non cambieranno le cose, sarà sul lordo e non sul netto. In nessuna categoria di lavoratori si è mai assistito ad una cosa simile.
Oltre il danno la beffa. Eh si perchè oltre al vano ed effimero tentativo dello Stato di fare sembrare la classe dei giocatori di poker come liberi professionisti solo ed esclusivamente per infliggere loro subduli flagelli vi è sempre quel messaggio celato, subliminale e coatto di una classe di persone che agisce border line, che gioca di azzardo e che non ha voglia di lavorare: la peggior classe del mondo che dovrebbe essere segregata ad Alcatraz ma alla quale va estorto, con la legge e quindi legalmente, il proprio denaro.
Non è un Olocausto, per l’amor di Dio, ma è un crimine contro i giocatori di poker. E’ un crimine contro gente onesta. Un crimine contro gente che ha voglia di fare. Un crimine contro gente che ha voglia di lavorare sodo.
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